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Monumenti e musei

Planetario

Il planetario riproduce la volta celeste tramite simulazione. La proiezione prevede la simulazione dei crepuscoli e del cielo stellato alla nostra latitudine, le costellazioni circumpolari, stagionali e zodiacali oltre alla visualizzazione dei riferimenti luminosi: l’equatore celeste, l’eclittica, il meridiano, l’arco diurno e la relativa altezza del Sole nelle varie stagioni. La capienza è di 25 persone.

Orto Botanico

Si tratta del più antico Orto Botanico europeo costituito in dipendenza di un’Istituzione universitaria. L’aspetto attuale differisce notevolmente da quello originario e le strutture visibili nelle condizioni originarie sono: l’antico Istituto con la caratteristica facciata decorata con conchiglie e madrepore; i pilastri del cancello posti di fronte ad esso e decorati in modo analogo; sei delle otto fontane con vasca.

Fin dalla sua origine l’Orto ha svolto un’importante funzione nelle attività didattiche ed è oggi fonte di materiale per corsi di Botanica oltre a fornire, con le sue collezioni, supporto ai programmi di ricerca indirizzati sia agli aspetti biologici, genetici e naturalistici, sia a settori applicativi quali quello farmaceutico, veterinario ed agrario. Nella parte dell’Orto situata a nord del Dipartimento di Scienze Botaniche si estende l’arboreto dove sono coltivati alberi appartenenti al gruppo delle conifere e delle amentifere.

Fuori dell’arboreto si trovano svariati alberi di rilevanza storica; nell’Orto del Cedro vivono i due esemplari più vecchi: una Magnolia grandiflora ed un Ginkgo biloba, piantati nel 1787 dal prefetto Giorgio Santi. Una serie di piante raggruppate per famiglie nelle aiuole della “Scuola Botanica” consentono di apprezzare, secondo un criterio didattico-sistematico, le affinità esistenti tra i vari gruppi vegetali mediante il confronto delle strutture fiorali ed in generale degli aspetti morfologici.

Nel settore denominato “Orto del Mirto” per la presenza di un vetusto esemplare di Myrtus communis, vengono coltivate circa centoquaranta specie di piante officinali, alcune utilizzate dalla farmacopea italiana come il ricino e la digitale. Le piante acquatiche costituiscono una collezione di specie prevalentemente autoctone che un tempo caratterizzavano il territorio toscano. Alcune di esse come la farferugine di palude sono scomparse dagli ambienti naturali; altre come l’ilibisco palustre ed il nannufero risultano a rischio di estinzione a causa dell’inquinamento delle acque e delle bonifiche idrauliche. Vengono coltivate anche numerose piante acquatiche esotiche come la Victoria regia Lindley.

La collezione delle geofite mediterranee raccoglie specie erbacee afferenti prevalentemente ai generi Allium, Ornithogalum e Muscari, provenienti da diverse zone del bacino del Mediterraneo e costituisce oggetto di studi citotassonomici e geobotanici. Un’intera serra dell’Orto Botanico è destinata alla specie delle succulente. Sono ospitate sia specie a succulenza caulinare come le Cactaceae e le Euphorbiaceae, sia esemplari a succulenza fogliare presenti nei generi Aloe ed Agave.

Una serra dotata di sofisticate apparecchiature di controllo e regolazione dei parametri ambientali ospita la collezione delle specie tropicali. Vengono coltivate Araceae, Bromeliaceae, Commelinaceae, Orchidaceae ed alcune piante di interesse alimentare quali la papaia, il pepe, il caffè, il tamarindo, la passiflora e l’eugenia. La piccola collezione delle specie apuane comprende la Biscutella apuana, la Centaurea arachnoidea e la Daphne alpina. La raccolta è stata eseguita d’intesa con il Parco Naturale delle Alpi Apuane.
Gli studi egittologici italiani hanno da tempo una sede privilegiata in Pisa. La collezione comprende piante erbacee, arbustive ed arboree coltivate nell’antico Egitto per usi alimentari, farmacologico-cosmetici ed industriali.

Museo Nazionale di San Matteo

La pittura dei secoli XII e XIII è rappresentata dal ciclo delle Croci dipinte, con opere di Berlinghiero Berlinghieri, di Giunta Pisano e del Maestro di San Martino, tutte provenienti dalle più antiche chiese cittadine.

La pittura dei secoli XIV e XV è presente con opere di Francesco di Traino, Lippo Menni, Buonamico Buffalmacco, Spinello Aretino, Taddeo di Bartolo ed altri grandi pittori dell’epoca. Sono inoltre presenti opere di artisti quattrocenteschi come Masaccio, Gentile da Fabriano, Beato Angelico, Benozzo Gozzoli e Domenico Ghirlandaio, terracotte invetriate della scuola dei Della Robbia e il celebre busto-reliquia di San Lussorio, opera di Donatello.

Tra i capolavori della scultura pisana dei secoli XII-XV si annoverano il polittico di Simone Martini, proveniente dalla chiesa di Santa Caterina d’Alessandria, la Natività di Tino di Camaino e la Madonna del Latte dei fratelli Andrea e Nino Pisano.

Il museo conserva anche importanti sculture in legno a bassorilievo. Tra le opere dei secoli XIII e XIV si segnalano quelle del senese Francesco di Valdambrino.

Nella sezione dedicata ai codici miniati sono conservati esemplari dal XII al XIV secolo, tra cui la cosiddetta Bibbia di Calci, datata 1168.

Notevole infine la raccolta di bacini ceramici medievali pisani ed islamici, usati un tempo per decorare le pareti esterne delle chiese pisane, a testimonianza dei rapporti commerciali che la Repubblica Marinara intratteneva con i paesi del Nord Africa.

Orario

• Dal martedì al sabato dalle 8.30 alle 19.00
• Domenica e festivi dalle 8.30 alle 13.00
• Chiuso il lunedì, 1/1, 1/5, 15/8 e 25/12.

Ingresso

• Intero € 5,00
• Ridotto (18–25 anni e docenti di Scuole Statali) € 2,50
• Gratuito per cittadini U.E., disabili, minori di 18 e oltre 65 anni, per studenti universitari (Lettere ind. archeologico, Beni culturali e Architettura, previa presentazione del libretto), membri ICOM, guide e interpreti turistici, giornalisti iscritti all’Albo e dipendenti della Soprintendenza.

Come arrivare dalla stazione Pisa Centrale

In autobus:
• Linee 2, 4 o 13 – Fermata Mediceo 2
• LAM Verde direzione 1 Pratale – Fermata Mediceo 2

Museo Nazionale di Palazzo Reale

Progettato come museo della corte e dei costumi pisani, il museo conserva l’aspetto della residenza patrizia, con gli arredi e la mobilia dei secoli XVII-XIX, e raccoglie numerose testimonianze delle famiglie che vi hanno abitato: dipinti, ritratti, arredi, arazzi, armature. Citiamo in particolare gli arazzi da guardaroba dei Medici, di manifattura fiamminga e fiorentina, e le antiche armature del Gioco del Ponte risalenti ai secoli XV e XVII. Degno di nota è il prezioso scomparto di predella proveniente dal polittico di San Nicola da Tolentino, dipinto dal giovane Raffaello nel 1500.

Orario

Da lunedì a venerdì dalle 9.00 alle 15.00
Sabato dalle 9.00 alle 13.30.
Chiuso il martedì, domenica e festivi.
L’accesso al museo è consentito fino a 30 minuti prima della chiusura.

Ingresso

• Intero € 5,00
• Ridotto (18–25 anni e insegnanti) € 2,50
• Gratuito per studenti universitari (Lettere ind.archeologico, Beni culturali e Architettura, previa presentazione del libretto), cittadini U.E., minori di 18 e oltre 65 anni.

Biglietto cumulativo con il Museo Nazionale San Matteo
Intero € 8,00

Nota
Gestione museo: Novamusa.

Come arrivare dalla stazione Pisa Centrale

Linee 2, 4, 13.
LAM Verde Stazione FS Pratale Dir.2 – Fermata Pacinotti 1

Museo Nazionale degli Strumenti per il Calcolo

Al Centro è stato deciso di affidare anche la collezione proveniente dall’Istituto di Fisica Tecnica, allestita con gli strumenti delle cattedre di Fisica Sperimentale e di Fisica Tecnologica, oltre ai cimeli di Antonio Pacinotti ed alla sua biblioteca. Con la riunificazione delle due collezioni si ricompone una efficace integrazione degli apparecchi, già esistente in passato giacché molti di essi erano conservati nell’antico Gabinetto di Fisica.